Normativa · CSRD

CSRD: la direttiva europea sulla rendicontazione di sostenibilità spiegata alle PMI

Chi è obbligato, quando, cosa richiede la CSRD — e perché coinvolge le PMI anche senza obbligo diretto. Guida pratica agli ESRS, alla doppia materialità e all'effetto filiera che sta già arrivando.

CO2e · Gennaio 2026 9 minuti di lettura

Cos'è la CSRD e da dove viene

La Corporate Sustainability Reporting Directive (CSRD) è la direttiva europea che ridisegna gli obblighi di rendicontazione sulla sostenibilità per le imprese. È entrata in vigore a gennaio 2023, sostituendo la precedente NFRD (Non-Financial Reporting Directive), e ne allarga enormemente il perimetro: dalle circa 11.000 aziende coperte dalla NFRD si passa a un potenziale di 50.000+ imprese europee.

La CSRD non richiede solo di "dire qualcosa" sulla sostenibilità — richiede di rendicontare secondo gli European Sustainability Reporting Standards (ESRS), un set di standard tecnici dettagliati che coprono ambiente (inclusi clima, acqua, biodiversità), sociale e governance.

Chi è obbligato e quando

La CSRD si applica a scaglioni temporali:

CategoriaRequisitiPrima rendicontazione
Grandi imprese già soggette a NFRD (>500 dipendenti)Quotate, banche, assicurazioni2025 (su dati 2024)
Grandi imprese non quotate>250 dip. E >€40M fatturato O >€20M attivo2026 (su dati 2025)
PMI quotate su mercati regolamentati UEStandard ESRS semplificati2027 (su dati 2026) — con opt-out 2028
PMI non quotateNessun obbligo diretto CSRD

La maggioranza delle PMI italiane non è direttamente obbligata dalla CSRD. Ma questo non significa che possano ignorarla — ed è qui che sta il punto critico.

L'effetto filiera: perché coinvolge anche le PMI non obbligate

Le grandi imprese soggette a CSRD devono rendicontare le emissioni di Scope 3 — che includono quelle dei fornitori. Per farlo, hanno bisogno di dati dai propri fornitori, cioè dalle PMI nella loro catena di approvvigionamento.

Questo si traduce in richieste concrete: questionari ESG, richieste di Carbon Footprint verificata, requisiti ambientali nei capitolati di fornitura. Non è uno scenario futuro — sta già accadendo. Le PMI che non riescono a rispondere rischiano di perdere contratti o di essere deprioritizzate nelle valutazioni dei fornitori.

Il meccanismo è semplice:

Gli standard ESRS: cosa si deve rendicontare

Gli ESRS (European Sustainability Reporting Standards) si dividono in standard trasversali e standard tematici:

Non tutti gli standard sono obbligatori per tutte le aziende: la double materiality assessment — la valutazione della doppia materialità — determina quali temi sono rilevanti per la specifica azienda, sia per il suo impatto sull'ambiente/società, sia per i rischi e opportunità finanziarie.

CSRD vs NFRD: le differenze principali

NFRD (vecchia)CSRD (nuova)
Aziende coinvolte~11.000 in Europa~50.000+ in Europa
StandardFlessibili (GRI, IIRC, ecc.)ESRS obbligatori
AssuranceFacoltativaObbligatoria (limited assurance)
Doppia materialitàNon richiestaObbligatoria
Integrazione nel bilancioDocumento separatoNel Bilancio annuale
Scope 3Non specificatoObbligatorio (con value chain)

Cosa fare oggi se sei una PMI

Se non sei direttamente obbligato dalla CSRD, il percorso razionale non è aspettare — è prepararsi in modo proporzionato:

Lo scenario più comune che vediamo: una PMI riceve da un cliente grande un questionario ESG con 40 domande, scadenza 30 giorni, e non sa da dove iniziare. Prepararsi prima costa meno — in tempo, denaro e reputazione.

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