Carbon Footprint di Prodotto

EPD: la dichiarazione ambientale di prodotto che apre mercati

Cos'è un'EPD, chi la richiede davvero, quanto costa e quanto dura il processo. La guida pratica per PMI industriali che vogliono accedere a gare pubbliche, grandi clienti e mercati esteri con dati ambientali certificati — senza improvvisare.

CO2e · Gennaio 2025 7 minuti di lettura

Cos'è un'EPD

Un'EPD — Environmental Product Declaration, ovvero Dichiarazione Ambientale di Prodotto — è un documento standardizzato che quantifica gli impatti ambientali di un prodotto lungo l'intero ciclo di vita: dall'estrazione delle materie prime alla produzione, dalla distribuzione all'uso fino allo smaltimento.

Lo standard di riferimento è ISO 14025, che definisce i principi e le procedure per le dichiarazioni ambientali di Tipo III. A differenza di un'etichetta ecologica (Tipo I, come l'Ecolabel) o di un'autodichiarazione ambientale (Tipo II), un'EPD si basa su dati quantitativi verificati da un ente terzo accreditato e pubblicati in un registro pubblico riconosciuto.

EPD ≠ certificazione ambientale. Un'EPD non dice che il tuo prodotto "è sostenibile" — dice quanto emette, quanto consuma, quanto genera di rifiuti. È uno strumento di trasparenza quantitativa, non un giudizio di merito. Ed è esattamente per questo che ha credibilità sul mercato.

Cosa contiene un'EPD

Un'EPD riporta i valori quantitativi per una serie di indicatori ambientali calcolati tramite LCA (Life Cycle Assessment — valutazione del ciclo di vita). Gli indicatori principali sono:

Il documento include anche informazioni sul sistema di prodotto analizzato, le assunzioni metodologiche, i confini del sistema e le fonti dei dati di inventario utilizzati.

Chi richiede un'EPD — e perché

La pressione verso le EPD arriva da direzioni diverse, e sta crescendo rapidamente:

Appalti pubblici e criteri ambientali minimi

In Italia e in Europa, i Criteri Ambientali Minimi (CAM) per gli appalti pubblici richiedono sempre più spesso che i prodotti siano accompagnati da dichiarazioni ambientali verificate. Nel settore delle costruzioni è già obbligatorio per molte categorie. Altri settori — arredi, illuminazione, IT, veicoli — stanno seguendo lo stesso percorso.

Grandi clienti con obblighi Scope 3

Le aziende soggette alla CSRD devono rendicontare le emissioni Scope 3, incluse quelle dei prodotti acquistati (categoria 1: "purchased goods and services"). Per farlo con dati primari invece di stime, hanno bisogno dei valori GWP dei loro fornitori — e un'EPD è il modo più robusto per fornirli.

Mercati export con requisiti ESG

Germania, Paesi nordici, Benelux, Francia: mercati in cui i buyer B2B chiedono sistematicamente documentazione ambientale nei processi di qualifica fornitori. Un'EPD in un registro internazionale riconosciuto (EPD International, IBU, INIES) è un passaporto ambientale accettato su tutti questi mercati.

Green Claims Directive

Come spiegato nel nostro approfondimento sulla GCD, la nuova direttiva europea vieta i claim ambientali generici. Un'EPD è uno degli strumenti più solidi per supportare dichiarazioni specifiche sugli impatti di prodotto — e sopravvivere a un'ispezione.

Il processo: fasi, tempi e costi

Tempi tipici: 3–8 mesi dalla raccolta dati alla pubblicazione

Costi indicativi: €8.000–25.000 per un'EPD su un singolo prodotto o famiglia di prodotti, inclusi LCA, redazione e verifica terza parte

Validità: 5 anni, poi aggiornamento obbligatorio

I costi variano in base alla complessità della catena di fornitura, alla disponibilità di dati primari e al registro EPD scelto. Famiglie di prodotti simili possono condividere parte del lavoro LCA, riducendo il costo per unità.

Le fasi principali del processo sono:

  1. Selezione del PCR (Product Category Rules): ogni EPD deve seguire le regole specifiche della propria categoria merceologica. Il PCR definisce i confini del sistema, gli indicatori richiesti e le modalità di calcolo. Se non esiste un PCR per la tua categoria, è possibile svilupparne uno nuovo — ma allunga i tempi.
  2. Raccolta dati di inventario (LCI): dati di consumo di materie prime, energia, acqua, produzione di rifiuti ed emissioni per ogni fase del ciclo di vita. I dati primari (dalla tua produzione) sono preferibili ai dati secondari (database).
  3. Modellazione LCA e calcolo degli indicatori: elaborazione con software specializzato (SimaPro, OpenLCA, GaBi) e database di inventario riconosciuti (ecoinvent, GaBi).
  4. Redazione dell'EPD: documento secondo il formato richiesto dal registro EPD prescelto.
  5. Verifica di terza parte: revisione critica da parte di un verificatore indipendente accreditato dal registro EPD.
  6. Pubblicazione nel registro: l'EPD viene caricata nel database pubblico e diventa consultabile da clienti, buyer, enti appaltanti.

I principali registri EPD

RegistroRiferimento geograficoSettori principali
EPD International (EPD®)Globale (Svezia)Tutti i settori, molto usato nell'industria
IBUGermania / EuropaCostruzioni, materiali edili
INIESFranciaProdotti da costruzione (mercato FR)
EPDItalyItaliaTutti i settori, riconosciuto per CAM italiani
UL EnvironmentNord AmericaProdotti industriali e consumer

La scelta del registro dipende dai tuoi mercati di riferimento. Se esporti in Germania, IBU è spesso la scelta più riconoscibile. Per gare pubbliche italiane, EPDItaly è il riferimento nazionale. EPD International è il più versatile per chi lavora su più mercati contemporaneamente.

EPD vs Carbon Footprint di Prodotto: qual è la differenza

La Carbon Footprint di Prodotto (CFP) secondo ISO 14067 misura un solo indicatore: le emissioni di gas serra lungo il ciclo di vita del prodotto, espressa in kg CO₂e. È uno studio LCA parziale — focalizzato sul clima.

Un'EPD include la CFP come uno degli indicatori, ma va oltre: misura anche acidificazione, eutrofizzazione, consumo di risorse, produzione di rifiuti e altri impatti. È uno studio LCA completo pubblicato in un formato standardizzato e verificato.

In pratica: se il tuo cliente chiede solo dati sul GWP per il suo Scope 3, una CFP ISO 14067 può bastare. Se devi partecipare a gare pubbliche con CAM o accedere a mercati che richiedono EPD, la CFP non è sufficiente.

Consiglio pratico: Se stai valutando sia la CFP che un'EPD, conviene partire direttamente dall'EPD. Il lavoro di raccolta dati e modellazione LCA è in gran parte condiviso — e arrivi a un risultato più completo con un investimento marginalmente superiore.

Conclusioni

Un'EPD non è un adempimento burocratico — è uno strumento commerciale. Apre porte in gare pubbliche, rafforza la posizione nei processi di qualifica dei grandi clienti, supporta la comunicazione ambientale in modo inattaccabile e anticipa requisiti normativi che diventeranno sempre più stringenti.

Per una PMI industriale che esporta o lavora in filiere con grandi committenti, l'investimento in un'EPD si recupera spesso già al primo contratto in cui fa la differenza.

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